Nel film del 2026 di Christopher Nolan, Odissea (The Odyssey), l’esplorazione del tempo e dello spazio si sposta dal cosmo fantascientifico al mito classico. Tuttavia, la struttura del racconto nolaniano mantiene intatti i parallelismi con il romanzo Flatlandia (1884) di Edwin A. Abbott. Mentre nel tesseract di Interstellar la quarta dimensione spaziale si traduce in una vera e propria stanza tridimensionale con pareti fisiche e linee temporali tangibili, nell’Odissea il regista adotta una metafora dimensionale più astratta, legata all’isola di Calipso, alla casa di Circe e alla discesa nell’Ade.
I legami principali tra la concezione geometrica di Flatlandia e la rappresentazione dello spazio-tempo nell’Odissea di Nolan si articolano su tre punti: